Villa romana di Bussana

Tipo
Italia
Nazione
Italia
Regione
Liguria
Provincia
Imperia
Comune
Sanremo
Proprietà
Bussana
Autore
L. Gambaro

Informazioni Turistiche

Visibile dall'esterno; visite guidate su richiesta.

Per informazioni: tel. +39 010 2718202
Prenotazione visita: tel. +39 0184 531942

Barriere architettoniche: non accessibile

Descrizione

I resti della villa di Bussana si trovano in prossimità della foce del torrente Armea, in località Capo Marine. In antico, la villa era disposta lungo il probabile tracciato della via Iulia Augusta o su di una viabilità secondaria a essa collegata. Questa strada, voluta dall’imperatore Augusto come prolungamento della via Aurelia e della via Aemilia Scauri, venne costruita tra il 13 e il 12 a. C., come viabilità costiera per il tratto che va da Acqui Terme al fiume Var, presso Nizza.

La presenza di ruderi antichi nella zona era nota fin dal 1908, epoca a cui risale il primo vincolo archeologico; allora i resti vennero descritti come “rudere romano che si dice appartenente all’antica Armentum”, centro antico di cui si ignora l’ubicazione.
Nel maggio 1914 durante la costruzione del sottopasso alla ferrovia contestualmente al nuovo tracciato della strada provinciale litoranea furono portati alla luce un pavimento, poi andato distrutto, e una tomba; in quello stesso anno l’ispettore onorario ing. A Capponi fece redigere una prima pianta dei resti, in gran parte occupati da una casa rurale di età moderna. Nel 1925 dopo che venne demolito il casolare, divenuto fatiscente, fu possibile condurre alcuni scavi ad opera dell’archeologo P. Barocelli, che nel 1932 pubblicò una nuova pianta aggiornata e diede una prima descrizione scientifica del complesso. Dopo la definitiva acquisizione dell’area al demanio nel 1979 sono state condotte ulteriori indagini da parte della Soprintendenza Archeologica, che hanno permesso di mettere in luce una piccola fornace (Ambiente 6).
Le prime interpretazioni del complesso dei resti identificavano gli ambienti riportati in luce come parte di una villa rustica, un edificio extra-urbano dedicato allo svolgimento delle attività agricole e alla lavorazione dei prodotti della terra, per la sussistenza o per il commercio. Pure pertinente alla villa era considerato un piccolo edificio interpretato come sepolcro monumentale, rivenuto a pochi metri da essa. Tali ipotesi, sostanzialmente valide, sono oggi un poco mutate. Non possiamo, infatti, escludere che la villa di Bussana avesse in origine una estensione assai maggiore di quella visibile e che comprendesse al suo interno anche una parte residenziale, anche se questa non si è conservata. Non si tratterebbe, quindi, di una semplice villa rustica ma di una villa urbano-rustica, cioè di una vera e propria residenza extra-urbana, attrezzata ad accogliere il proprietario per soggiorni più o meno lunghi. Altri esempi in Liguria confortano questa ipotesi, come le grandi ville romane di Albisola e del Varignano, entrambe dislocate presso il mare e dotate sia di una zona residenziale che di un settore dedicato alla produzione agricola. A ulteriore prova di questa interpretazione è anche la tecnica piuttosto curata che si riscontra nella costruzione dei muri, l’opera cementizia con paramento in blocchetti rettangolari di calcare e arenaria (petit appareil), diversa da quella della villa della Foce solo per l’aggiunta di ciottoli di fiume.
Non è facile sapere quale sia stata la funzione degli ambienti conservati nella villa di Bussana poiché per la maggior parte non presentano allestimenti particolari che ci possano documentare lo svolgersi di attività specifiche, come invece accade, per esempio, nella villa del Varignano dove i torchi per la premitura dell’uva ci testimoniano con certezza la produzione di vino. Al contrario, siamo certi della funzione di due vani: l’A 6, una fornace per la cottura di mattoni e laterizi e l’A 3, una conserva d’acqua. Per tutti gli altri, possiamo proporre destinazioni funzionali generiche come magazzini o granai, o altre comunque connesse alle attività domestiche.
Il sepolcro, A 7, presenta una forma quadrangolare all’esterno e semicircolare all’interno, in modo tale da ricavare una grande nicchia absidata dove poteva essere collocata la statua celebrativa del defunto o quella di una divinità. La tecnica di costruzione dei muri è simile a quella usata per la villa, ma i blocchetti in pietra sono alternati con file di laterizi. Le indagini in corso hanno chiarito che questo edificio si trova all’esterno dei muri perimetrali della villa e, quindi, potrebbe essere del tutto estraneo a essa.
I materiali ceramici provenienti dallo scavo della fornace, i rinvenimenti di monete e epigrafi consentono di datare la costruzione della villa e del sepolcro tra il I e il II secolo d.C.

 

Cronologia

Età romana - I - II secolo d.C.

Bibliografia

P. Barocelli, Bussana. Ruderi di una villa romana, in “Notizie degli Scavi” VIII (1932), pp. 21-25.
G.P. Martino, Bussana, in "Archeologia in Liguria, II. Scavi e scoperte 1976-81", a cura di P. Melli, Genova 1984, pp. 211-212.
M. Ricci, L’età antica, in "Bussana. Rinascita di una città morta", Novara 1987, pp.21-35.